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Dita Von Teese è una Cinefila, sì

Ieri sera su Sky canale 109 una strepitosa intervista a Dita Von Teese. E alla voce   “strepitosa” c’è chiaramente dell’ironia. Tralasciamo il fatto, perchè non è minimamente interessante,  che non rispecchia assolutamente il mio ideale di bellezza femminile e che la trovo carismatica quanto una polpetta al sugo ma la domanda è un’altra. E qualcuno deve davvero darmi una risposta perchè trascorro le mie notti nell’incertezza: perchè  stanno sponsorizzando questo Burlesque in maniera così spinta?

 

Cosa si cela dietro questa voglia di Burlesque? Fermo restando che si scenda in piazza per dimostrare che no. Non mercifichiamo il nostro corpo travestendoci da infermiere per ottenere posti di lavoro. Il fatto è che la tipa con il cerone bianco in faccia e tonnellate di eyeliner ha asserito con imbarazzante flemma  “il mio ultimo spettacolo si ispira al cinema orientale. Ho visto film cinesi della durata di cinque ore per progettare a teatro questa danza”. Nulla da dire, per carità. Sguazzare in una coppa di champagne nuda non significa essere una mentecatta che apprezza Vacanze di Natale in Egitto. Non vorrei cadere nel vortice del qualunquismo (anche se).  Mi attanaglia altro però.

Contando che lo spettacolo è durato la bellezza di venti minuti e nell’ordine:

1) si è dimenata su un palchetto rosso con dei dragoni disegnati

2) lisciava dei copricapezzoli a forma di cappellino cinese  ruotando il bacino

3) in preda ad un attacco di fuoco di sant’Antonio ruotava  le cosciotte facendo step. Su e giù e guardando in camera vogliosa.

perchè ha dovuto sprecare cinque ore vedendo un film cinese anni trenta per ispirarsi quando bastava  invece un soft porno a basso costo?

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Come guardarsi meglio.

Buon pomeriggio care tonne, come ve la passate in questo freddo maggio? (Almeno, io ho freddo: dormo ancora con il piumone!)

Oggi mi sento particolarmente ispirata a promuovere una campagna per l’autostima. Ebbenesì.
Dovete sapere che io sono la regina del “Oddio, mi si vedono le maniglie dell’amore” oppure “No, no no, in piscina mi vergogno!”. Ebbene, oggi mi viene da dire chissenefrega! Sarà che ho trovato questo tumbrl bellissimo, o forse (più semplicemente) mi sono rotta le scatole di guardarmi allo specchio e arricciare il naso (o meglio ancora è la crisi ormonale pre-ciclo), però io oggi ho deciso di riempirmi la stanza di foglietti e post-it che recano scritte auto-incoraggianti.

Sono diventata matta, vero? Ditemi che anche voi mi sopporterete (sì, sopporterete) in questa ennesima follia tonnesca.

La scoperta dell’anno. Anzi no, del secolo.

Io lo so che probabilmente molte/i di voi potrebbero odiarmi dopo questo, ma credo di aver appena scovato IL remix più bello della storia dei remix.

Purtroppo non so caricare i filmati (per ora) ma cliccate qui. Per chi fosse curioso vi anticipo cosa state per aprire:  Lady Gaga ft. Beyoncè Vs. Metallica – Telephone Vs. Enter Sandman.

Non aggiungo altro.

Bastarde dentro

Ci consideriamo tanto superiori al genere maschile (perchè lo so, è così, ognuna di noi, per quanto veneri il proprio uomo – per quelle che ce l’hanno, ovvio! – seguono la filosofia “fesso e contento” lasciandolo crogiolare nella vana illusione sia lui l’unico e perfetto, quando alla fine riusciamo a fargli fare quello che vogliamo illudendolo sia stato lui a decidere)…. dicevo… per quanto siamo superiori tanto da poterci definire “il sesso forte”, una cosa decisamente ci manca: la solidarietà femminile!

Gli uomini si spalleggiano, si coprono a vicenda… la donna, invece, è iena dentro e non manca mai di deliziare le altre con commenti che hanno la delicatezza di un carrarmato che passa su una formichina col Parkinson!
Chi di noi non si è mai messa ai matrimoni ad osservare le altre come erano vestite? Chi di noi non si è ritrovata d’avanti la nuova ragazza del nostro ex e l’ha squadrata da capo a piedi passando al radar ogni millimetro del suo corpo non abbastanza perfetto per stare con lui? E credo che la maggior parte delle donne, alla richiesta dell’amica “Come sto?” si facciano sempre uscire “Uhmmm si dai, carino” Quando in realtà pensano che l’amica sembri una bomboniera travesita da omino Michelin!

Tutta questa esilarante premessa, per giustificare il mio… diciamo… spirito osservatore per niente clemente riguardo la popolazione femminile che si reca… in palestra!

Premetto di essere la comodità fatta persona: mi piace curarmi ma non rinuncio a jeans e scarpe da ginnastica se mi aspetta una lunga giornata in piedi, nè tantomeno mi faccio problemi ad uscire senza trucco se sono in pauroso ritardo. Insomma… adoro e ammiro le ragazze sempre curate… insomma, il bello da vedere è sempre piacevole per la vista… ma…. il troppo stroppia!

Ieri…. tornavo da un’estenuante giornata di sala operatoria… solo il primo intervento mi era durato nove ore di fila… avevo la schiena a pezzi, e lo sguardo non proprio “riposato”…. faccio l’ultimo sforzo e tornando a casa dopo 12 ore di lavoro mi reco direttamente in palestra.

Mi fermo al parcheggio…. e già mi ritrovo la “vicina di parcheggio” che prima di scendere dalla macchina si ferma allo specchietto per mettersi il lip gloss e rifarsi il trucco!!!!
Mi avvicino all’ingresso e mi ritrovo una che si avvia alla palestra traballante su dei tacchi 15 cm che non compensano il peso della sua borsa! Jeans atillati, giacchette fashon, accessori che pesano + degli stessi vestiti, trucco vistoso…
Ma insomma… stiamo andando a sudare e a riempirci di acido lattico i muscoli o a fare acchiappanza con quell’ammasso di muscoli pompati che ti ritrovi in sala pesi?????!

Non so… sono io ad essere troppo “casual” o sono le persone ad aver perso di vista l’essenza delle cose e a puntare tutto sull’apparenza?

Sono confusa…. mi ritiro a riflettere…

Questa è una stagione delirante

Ci avete fatto caso? Quando arriva la primavera è la follia: giri per la città e vedi gente in cappotto accanto a persone in canotta, short e flip flop.

Non si sa più come vestirsi. Quest’anno poi c’è chi magari ha la canottiera però ha anche la sciarpina tanto di moda intorno al collo. E magari accanto c’è il fidanzato che imperterrito continua a girare con il suo golfone in lana, che alla sola vista fa sudare, per osmosi!

E poi c’è l’allergia che peggiora le cose… gente che starnutisce a raffica e non finisce più (me compresa). E se sei allergica dopo un po’ ti sembra quasi di aver bevuto 4 cocktail di quelli veri, non quelli che ti danno al pub dove l’alcol lo vedi solo nella bottiglia! E così non capisci più dove sei, cosa volevi dire e cammini un po’ rimbambita in mezzo al delirio di gente, tra golf e flip flop, in fuga verso un angolo di paradiso senza polline.

Cambio Armadio o Stagione?

Il cambio di stagione – dell’armadio – è una delle più grosse sofferenze (e non l’unica purtroppo) che la donna si autoinfligge da secoli, ossia da quando le nostre progenitrici smettevano le pelli di lupo o d’orso per quelle più leggere di capretta.

Io durante l’ultimo cambio di stagione sono stata lasciata dal mio fidanzato, questo per dire che quando sono rimasta seduta davanti all’armadio con tutte le ante aperte, in silenzio, lo choc di dovere gestire di nuovo tutto quello spazio mi ha lasciato senza parole. Commossa cerebralmente.

Negli Stati Uniti (che gli americani sono sempre un passo avanti, si sa, infatti quando qui è notte là è giorno), sono nati gruppi di autoascolto. Roba da far crepare di invidia gli A.A. (“ Ciao io sono Bibi e il mio armadio è un gran casino”), fioriscono i siti di autoaiuto, (con indicazioni precise su COME fare ordine) ma ogni anno è una storia che si ripete: un intera giornata passata a cercare di riordinare i vestiti, cercando di seguire una qualche logica. Logica si, i maschi smettano di ridere: è logica anche dividere per colore.

Innanzitutto non c’è cosa più incerta su quando effettuare il cambio. E’ più difficile che decidere se sposarti col tuo fidanzato che sta aspettando in ginocchio davanti a te con un solitario da 4 carati e mezzo o andare a Monza ed entrare in convento. Per restarci.

E comunque in qualunque data tu lo farai, appena avrai sistemato per bene maglioncini misto mohair-alpaca-angora-orso, camicie in felpa felposissima e mutandoni foderati in lana d’acciaio in bell’ordine, dentro le loro bustine sottovuoto provviste di sacchetto di lavanda della nonna (perchè ormai solo la nonna ha la lavanda in sacchetti), dai successivi 5 minuti inizierà ad abbattersi sulla tua città la perturbazione proveniente dal nord a nord del nord più fredda, piovosa e nuvolosa dell’anno. Anche se il cambio stagione ti ha preso del tempo e hai finito per farlo il 24 luglio.

Più tardi ti accorgerai con orrore (come è sempre successo anche gli anni precedenti) che “non hai niente da metterti”, ti chiederai “ma cosa diamine mi mettevo l’anno scorso?” e inizierai a ispezionare con diffidenza il fondo dell’armadio, per stanare un doppio fondo che inghiotte le cose. Questo a casa mia succede anche con la lavatrice. Io ci infilo due calze e lei me ne restituisce una. Per confondermi non lo fa regolarmente, cerca di cogliermi alla sprovvista, la maledetta.

Secondo me in realtà gli armadi e le lavatrici sono porte per un mondo parallelo.

Non so se nel mondo parallelo vivano altre-noi o pseudo-noi, o magari altre forme di vita completamente diverse. Quello che è certo è che CAZZO, HANNO ADDOSSO I MIEI VESTITI!