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Proviamoci

Sulla scia di Vale e sollevata dal consisderevole calo delle temperature, apporto veloce il mio contributo. Le ferie sono finite, l’estate sta cedendo lenta il passo al sonnecchioso autunno e la mia testa brulica di pensieri, progetti, cambiamenti. tanto che mi piacerebbe avere il pensatoio di Silente e vi dirò, Tonne care, che sono emozionata. Se tutto va come deve andare ne avrò di cose da scrivere quest’inverno. Beh nel frattempo passiamo alle cose di vitale importanza: qual’è il colore di moda quest’anno? Il tranch lo posso mettere con gli stivali alti? E deve arrivare sotto al sedere o al ginocchio?  E per l’inverno: Piumino corto? Lungo?  Mi dovete tenere aggiornata perchè sono l’AntiModa per eccellenza e sono curiosa di vedere se riuscirò a farmi corrompere o convincere a passare al lato oscruo degli acquisti.

Rimanendo in tema, in questi ultimi due mesi sto cercando di reperire più informaizioni possibili per trovare prodotti biologici, ecologici e sopratutto Cruelty Free. E’ una giungla e il più delle volte mi verrebbe voglia di mollare tutto e adeguarmi al brutale e per nulla consapevole consumismo. Perchè con più leggo con più avrei voluto non leggere affatto. Percui vi chiedo: voi avete questo tipo di attenzione? Cosa ne pensate del “consumo critico”?

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E’ Autunno. Sveglia tonne!!!

Perchè come è noto l’autunno è la stagione più bella.

Ci son le castagne, il che non è trascurabile. Si può ricominciare a bere vino rosso. Posso tirar fuori i miei 45 paia di ballerine.

E il trench? Parliamone. Possiamo mettere il trench. E se piove i miei stivali da pioggia tigrati (delicatissimi).

E posso abbracciarvi tutte, senza sudare.

E’ autunno, sveglia tonne moderne!!!!!! 😀

 

Riflessioni profonde. C’è del sarcasmo.

Scritto da Giulia

la borsa grande, senza dubbio. Vuoi mettere quel rettangolino piccolo? Diventi campionessa di tetris, certo. E sono soddisfazioni. Quindici punti se riesci a infilare il rossetto tra il portachiavi e la cipria. Venti punti se il pacchetto di caramelle riesce a stare in equilibrio tra l’ipod e il cellulare. Venticinque se riesce a non aprirsi per spiaccicarsi poi tra le pareti. Magari in vellutino. Formando quelle palline sporche zuccherose che poi si riescono a staccare solo inumidisci un po’ le dita. No.

Sono per la borsa grande. Vuoi mettere quel rettangolone enorme? Diventi campionessa di marypoppinsite. Che non è un gioco ma mica sono riuscita  a capire l’antagonista del tetris, io. Tiri fuori l’agenda, il kindle o l’ipad, netbook o tablet pc, reflex o digitale, l’infante stesso che dorme tra il portafogli e il portamonete e i suoi giochi. Che possono essere galeone lego 2.343 pezzi o orso polare peluche della trudi del peso specifico di due chili e forse più. Il cappello di lui perchè ha caldo. “Mi tieni le chiavi perfavore?”  “Mi tieni il porta occhiali? “ “Mi tieni questa piccola busta. Ho comprato solo due pacchi di cd” ” Mi tieni..”

Pure il cane. Magari accoccolato insieme all’infante perchè tanto c’è spazio. Chi se ne importa.

Sono per la borsa grande, io. Ma la deve portare qualcun altro. Perchè la spalla mi fa male. E non ho ancora un infante e un cane.

Cubi di Rubik e Navigatori per Orientare il Mento verso la democrazia. E titoli a caso, sì

Prometto di smetterla con le prove templetesche (termine tecnico). In realtà mi innervosisco con i codici tra un disegno e l’altro. Così giusto per tenermi in allenamento. A me piace proprio innervosirmi. Mi rilassa e non è mica un controsenso. Trattenere tutto e poi esplodere. Implodo pure eh. Quasi lo preferisco ma esplodere mamma mia è più coreografico. Quelle scintille accecanti che atteriscono i passanti. Ammesso che in casa ci siano dei passanti. Non esplodo mai in pubblico questo è chiaro. E quindi devo prima inventarmi dei passanti e poi.

Insomma è una mattina difficile anche questa. Sono gli stessi giorni che ho immaginato sognando tutta la vita. Mi si dicono cose che mai avrei creduto di meritare e nascono progetti che se prima albergavano in qualche stanza nascosta del mio albergo neuronale adesso sono proprio alla reception. Mi chiama la portineria dicendo ” Iaia, il tuo sogno numero dodici è qui. Vuole salire? cosa dico? “

Una cosa l’ho imparata. Non dico che scendo io. Che ci vediamo dove si serve la colazione. Che forse è meglio vedersi un altro giorno. Dico risoluta “ok . Fallo salire”.

E’ uno sforzo sovrumano aprire la porta e mostrarmi come sono. A volte appena sveglia con la voglia di sparire e a volte saltellante con la voglia di uscire e abbracciare il mondo in una comunione schizofrenica.

E’ democratico questo template ammesso che io sappia esattamente cosa democratico sia;  non capendo bene neanche se la sinistra è esattamente sinistra e viceversa. Quando ero davvero piccolissima Laura mi ha detto ” devi ricordarti la mano con la quale disegni. Quella è la destra”. La mia risposta ” ma io disegno sia con la destra che con la sinistra” era già preludio di confusione direzionale? E soprattutto dove si compra un navigatore capace di darti un orientamento che non sia necessariamente un affarino che orienta il tuo mento.

Mi è stato recentemente detto che leggermi è fare un giro sulle montagne russe. Che scoppia il mal di testa. A volte viene pure da vomitare ma a volte ti ci diverti pure a girare. E’ che io non penso e questo si sa. Il fatto è che mai sono tornata indietro ad una frase. Ticchetto come fosse un vomito. Velocissimamente da far paura e poi smetto. All’improvviso. Il Nippotorinese si spaventa. Perchè lo faccio in maniera spaventosamente concentrata in pochi minuti.

E sono le volte che sono più vera. Come stamattina. Sono passati quatro  minuti e io sono qui solo per dirvi che il template è democratico perchè riesce a mettere più post sulla stessa linea. Non mettendo in risalto nessuna delle tonne perchè nessuna lo è. Che siamo uguali e che non ci sarà mai impegno ma solo voglia. Che è confronto e non gara. Che non ci si deve preoccupare crogiolandosi sull’ ” avrò qualcosa da interessare da dire? “. Perchè anche “oggi faccio la pasta al sugo” è interessante.

E che si ricomincerà esattamente da dove si è finito. Come quello che dovrebbe essere poi l’amicizia. Vera.

Ecco. Per dire che io qui mi sforzerò di essere così. Vera. Senza tornare indietro e cancellare soltanto quando quel verbo intransitivo scapperà. E adesso vado ad uscire i cornetti dal forno 😀

Buona Giornata Tonne.

Comunicazioni interne pubbliche chequisifaunpocomecipareepiace: Se mi date delle piccole Autobiografie alla voce About tolgo quell’orrendo Under Costruction che mi prova fastidi immensi

(l’idea di scegliere l’articolo nella home, cliccare sopra il titolo e vedersi aprire singolarmente il delirio o pseudotale è una cosa che mi provoca ilarità quasi preoccupante. Qualcuna che si esalta con me? mentite perfavore. Il disegno nell’header è un esempio pacioccato in tre nano secondi. Vi piacerebbe l’idea che mettessi tutti gli oggetti che poi rappresentano in toto le tonne multitasking? )

( ma si accenterà nell’header?)

(devo necessariamente mettere foto a caso perchè i post senza immagini sono motivo di esaurimento nervoso. Ahem. Ulteriore esaurimento nervoso, sì)

( ma sapete che forse questo template non mi piace per nulla?)

 

Incontri

Scrivo due righe brevi – perchè, purtroppo, breve è stato l’incontro – per dirvi che oggi ho conosciuto personalmente un’ interessantissima Tonna.

Come ho detto anche a Lei ero un po’ emozionata, e lo sono tutt’ora, perchè era da molto tempo che non incontravo qualcuno conosciuto online.  Quindi ci sta un ringraziamento pubblico a Tonnaillimiti per il suo tempo, per le chiacchere e per il panino – erano secoli che non mi mangiavo un mega panino con il prosciuttoooo – e ringrazio soprattuto Maghetta e la sua iperattività blogghistica.

Incontratevi Tonne! Incontratevi.

Basta, torno a lavorare!

 

 

 

 

 

 

 

Iperattivismo a me!

Troppo silenzio, convengo con Fra. Non certo per mancanza di voglia ma tempo. Non possedendo il giratempo di Silente,  nonostante sulla vendita online dei gadget di Harry Potter ci sia ed anche a buon prezzo, lo troverò ugualmente. Mentre inforno i brownies e guardo Suspiria in versione restaurata, mentre fotografo Rabbids e  il sugo brucia sul fornello o la ciambella infine riesce senza buco, ovviamente. Questo luogo nato per condividere  le insicurezze, i blablabla, raptus femminili, gli impegni e tutte le frenetiche ventiquattro ore di noi tonne moderne è stato messo da parte con delle bieche scuse del tipo  “ora lo faccio. ma prima”, “voglio farlo ma”, “quanta voglia di ma” e tutta una sfilza imbarazzata non degna di essere elencata, ecco. Mi cospargerei pure il capo di cenere se non avessi fatto la shampoo e non avessi perso già il trenta per cento della mia già poca folta chioma. E la rassicurazione ” è il periodo , tranquillla!” a me francamente fa innervosire a tal punto che la caduta aumenta inesorabilmente (paranoia numero 12318328 di ottobre).

E allora sono qui che ticchetto velocemente senza un perchè, un argomento, un nulladinulla. Verrebbe quasi da dire “come sempre” ma essendo intriso già di ovvietà questo pseudopost verrà omesso. I preparativi per la notte di Halloween, argomento della settimana suvvia, mi hanno asssorbito completamente. Mi sono messa pure in testa stamattina (oltre al bioscalin)  di tirar fuori la macchina da cucire e confezionare un abitino semplicissimo. Un abitino viola, una scopa, ballerine rosse e un fiocco in testa. Potrebbe pure partire il televoto se non fosse tanto semplice da vergognarsene. Ma sì facciamolo: Da cosa si vestirà una che per nick ha maghettastreghetta?

Ho intenzione di cucire e sistemare il template di Tonna Moderna. Trascrivere le vostre mini autobiografie e portare a termine tutto quello che mi ero ripromesssa. Sacrificare il week end se necessario *urlò salendo sul comodino con il suo mantello da eroina bucato*  Dovessi attaccarmi alla sedia con tutta la colla vinilica che ho in casa.

Cacchio, devo comprare anche la colla vinilica. Non si finisce mai.

Nel frattempo non per un mero giro di link ma semplice segnalazione/condivisione: qui nella sezione di Halloween ci sono delle idee culinarie. Se qualcuna di voi avesse voglia di convidivere le proprie o  partorirne con me sarebbe la benvenuta. Oltre che costretta a spupazzamenti bacettosi, chiaro.