Archivio dell'autore: Iaia

Prendi una cosa verde. Poi una cosa bianca. Poi una cosa rossa. Non necessariamente in quest’ordine

Scritto da Giulia

Si lo so. C’è davvero pochissimo da festeggiare. I centocinquanta anni dell’Unità di Italia arrivano in un momento che definire critico è come  accusare Simona Ventura di aver avuto lievi approcci con il botulino. Inspiegabilmente però in questi giorni, quasi a voler dimenticare l’imbarazzante sensazione di  appartenere ad una nazione non degna del suo passato, metto in fila roba verde, bianca e rossa. Esasperando un patriottismo inesistente per quanto mi riguarda e che non potrebbe certamente nascere in questo suddetto momento.

Mi fa ben sperare però questo moto  immotivato di mettere in linea i colori della mia nazione ( a mia nazione ho avuto un giramento di testa, lo ammetto). Oggi è stata la volta della zucchina, del finocchio e del peperone. Ieri fragole, kiwi e pera. Confetti a forma di cuore verdi-rossi-bianchi l’altro ieri , penne e libri, l’altroaltroieri. Sto facendo una mini raccolta fotografica. Fotografie semplici, fatte con il telefonino. Niente di pretestuoso insomma.

Volevo chiedervi, qualora aveste tempo e voglia, di unirvi a me. Per raccogliere qualsivoglia oggetto in linea. Verde. Bianco. Rosso.

Per poi pubblicarlo il 17 Marzo. Un progetto comune. Un’iniziativa.

Una manifestazione virtuale silenziosa, creativa e di aggregazione.

Qualora vi andasse basterà inviare le foto in email (entro la sera del 15 Marzo) così che io possa poi premurarmi di uplodarle qui (maghetta_streghetta@yahoo.it oppure giulia@maghettastreghetta.it )

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Dita Von Teese è una Cinefila, sì

Ieri sera su Sky canale 109 una strepitosa intervista a Dita Von Teese. E alla voce   “strepitosa” c’è chiaramente dell’ironia. Tralasciamo il fatto, perchè non è minimamente interessante,  che non rispecchia assolutamente il mio ideale di bellezza femminile e che la trovo carismatica quanto una polpetta al sugo ma la domanda è un’altra. E qualcuno deve davvero darmi una risposta perchè trascorro le mie notti nell’incertezza: perchè  stanno sponsorizzando questo Burlesque in maniera così spinta?

 

Cosa si cela dietro questa voglia di Burlesque? Fermo restando che si scenda in piazza per dimostrare che no. Non mercifichiamo il nostro corpo travestendoci da infermiere per ottenere posti di lavoro. Il fatto è che la tipa con il cerone bianco in faccia e tonnellate di eyeliner ha asserito con imbarazzante flemma  “il mio ultimo spettacolo si ispira al cinema orientale. Ho visto film cinesi della durata di cinque ore per progettare a teatro questa danza”. Nulla da dire, per carità. Sguazzare in una coppa di champagne nuda non significa essere una mentecatta che apprezza Vacanze di Natale in Egitto. Non vorrei cadere nel vortice del qualunquismo (anche se).  Mi attanaglia altro però.

Contando che lo spettacolo è durato la bellezza di venti minuti e nell’ordine:

1) si è dimenata su un palchetto rosso con dei dragoni disegnati

2) lisciava dei copricapezzoli a forma di cappellino cinese  ruotando il bacino

3) in preda ad un attacco di fuoco di sant’Antonio ruotava  le cosciotte facendo step. Su e giù e guardando in camera vogliosa.

perchè ha dovuto sprecare cinque ore vedendo un film cinese anni trenta per ispirarsi quando bastava  invece un soft porno a basso costo?

Riflessioni profonde. C’è del sarcasmo.

Scritto da Giulia

la borsa grande, senza dubbio. Vuoi mettere quel rettangolino piccolo? Diventi campionessa di tetris, certo. E sono soddisfazioni. Quindici punti se riesci a infilare il rossetto tra il portachiavi e la cipria. Venti punti se il pacchetto di caramelle riesce a stare in equilibrio tra l’ipod e il cellulare. Venticinque se riesce a non aprirsi per spiaccicarsi poi tra le pareti. Magari in vellutino. Formando quelle palline sporche zuccherose che poi si riescono a staccare solo inumidisci un po’ le dita. No.

Sono per la borsa grande. Vuoi mettere quel rettangolone enorme? Diventi campionessa di marypoppinsite. Che non è un gioco ma mica sono riuscita  a capire l’antagonista del tetris, io. Tiri fuori l’agenda, il kindle o l’ipad, netbook o tablet pc, reflex o digitale, l’infante stesso che dorme tra il portafogli e il portamonete e i suoi giochi. Che possono essere galeone lego 2.343 pezzi o orso polare peluche della trudi del peso specifico di due chili e forse più. Il cappello di lui perchè ha caldo. “Mi tieni le chiavi perfavore?”  “Mi tieni il porta occhiali? “ “Mi tieni questa piccola busta. Ho comprato solo due pacchi di cd” ” Mi tieni..”

Pure il cane. Magari accoccolato insieme all’infante perchè tanto c’è spazio. Chi se ne importa.

Sono per la borsa grande, io. Ma la deve portare qualcun altro. Perchè la spalla mi fa male. E non ho ancora un infante e un cane.

Sa sa… Saldi? No. Sa sa… Prova

Scritto da: quellascema di Giulia@MaghettaStreghetta

 

Quindi io prendo una foto da qui. Poi scrivo così. Premo questo. Poi quello. Ah poi posso aggiungere di lì. No aspetta: quindi se sono in giro posso fotografare quella con la maglia tigrata e la pelliccia viola e uplodarla senza riflettere se eticamente è corretto o no? Quindi fammi capire : la mia vita con questa applicazione wordpress per iPhone mi rende reporter in giro per il mondo? Sono le sei del mattino. Alle undici diventeró come minimo austronauta .

Cubi di Rubik e Navigatori per Orientare il Mento verso la democrazia. E titoli a caso, sì

Prometto di smetterla con le prove templetesche (termine tecnico). In realtà mi innervosisco con i codici tra un disegno e l’altro. Così giusto per tenermi in allenamento. A me piace proprio innervosirmi. Mi rilassa e non è mica un controsenso. Trattenere tutto e poi esplodere. Implodo pure eh. Quasi lo preferisco ma esplodere mamma mia è più coreografico. Quelle scintille accecanti che atteriscono i passanti. Ammesso che in casa ci siano dei passanti. Non esplodo mai in pubblico questo è chiaro. E quindi devo prima inventarmi dei passanti e poi.

Insomma è una mattina difficile anche questa. Sono gli stessi giorni che ho immaginato sognando tutta la vita. Mi si dicono cose che mai avrei creduto di meritare e nascono progetti che se prima albergavano in qualche stanza nascosta del mio albergo neuronale adesso sono proprio alla reception. Mi chiama la portineria dicendo ” Iaia, il tuo sogno numero dodici è qui. Vuole salire? cosa dico? “

Una cosa l’ho imparata. Non dico che scendo io. Che ci vediamo dove si serve la colazione. Che forse è meglio vedersi un altro giorno. Dico risoluta “ok . Fallo salire”.

E’ uno sforzo sovrumano aprire la porta e mostrarmi come sono. A volte appena sveglia con la voglia di sparire e a volte saltellante con la voglia di uscire e abbracciare il mondo in una comunione schizofrenica.

E’ democratico questo template ammesso che io sappia esattamente cosa democratico sia;  non capendo bene neanche se la sinistra è esattamente sinistra e viceversa. Quando ero davvero piccolissima Laura mi ha detto ” devi ricordarti la mano con la quale disegni. Quella è la destra”. La mia risposta ” ma io disegno sia con la destra che con la sinistra” era già preludio di confusione direzionale? E soprattutto dove si compra un navigatore capace di darti un orientamento che non sia necessariamente un affarino che orienta il tuo mento.

Mi è stato recentemente detto che leggermi è fare un giro sulle montagne russe. Che scoppia il mal di testa. A volte viene pure da vomitare ma a volte ti ci diverti pure a girare. E’ che io non penso e questo si sa. Il fatto è che mai sono tornata indietro ad una frase. Ticchetto come fosse un vomito. Velocissimamente da far paura e poi smetto. All’improvviso. Il Nippotorinese si spaventa. Perchè lo faccio in maniera spaventosamente concentrata in pochi minuti.

E sono le volte che sono più vera. Come stamattina. Sono passati quatro  minuti e io sono qui solo per dirvi che il template è democratico perchè riesce a mettere più post sulla stessa linea. Non mettendo in risalto nessuna delle tonne perchè nessuna lo è. Che siamo uguali e che non ci sarà mai impegno ma solo voglia. Che è confronto e non gara. Che non ci si deve preoccupare crogiolandosi sull’ ” avrò qualcosa da interessare da dire? “. Perchè anche “oggi faccio la pasta al sugo” è interessante.

E che si ricomincerà esattamente da dove si è finito. Come quello che dovrebbe essere poi l’amicizia. Vera.

Ecco. Per dire che io qui mi sforzerò di essere così. Vera. Senza tornare indietro e cancellare soltanto quando quel verbo intransitivo scapperà. E adesso vado ad uscire i cornetti dal forno 😀

Buona Giornata Tonne.

Comunicazioni interne pubbliche chequisifaunpocomecipareepiace: Se mi date delle piccole Autobiografie alla voce About tolgo quell’orrendo Under Costruction che mi prova fastidi immensi

(l’idea di scegliere l’articolo nella home, cliccare sopra il titolo e vedersi aprire singolarmente il delirio o pseudotale è una cosa che mi provoca ilarità quasi preoccupante. Qualcuna che si esalta con me? mentite perfavore. Il disegno nell’header è un esempio pacioccato in tre nano secondi. Vi piacerebbe l’idea che mettessi tutti gli oggetti che poi rappresentano in toto le tonne multitasking? )

( ma si accenterà nell’header?)

(devo necessariamente mettere foto a caso perchè i post senza immagini sono motivo di esaurimento nervoso. Ahem. Ulteriore esaurimento nervoso, sì)

( ma sapete che forse questo template non mi piace per nulla?)

 

Tre è perfetto no?

Avevo sonno e poi l’intervista di Ruby ha fatto sì che non riuscissi a resistere. Sistemo un po’ il template bramando sistemazioni meno provvisorie di queste e per provare l’impaginazione nuova mi dico. Una Rubrica dove sparare tre titoli random di film per condividere? Sì. Grave mancanza e assenza. Complice anche il fatto che io il buon proposito “non abbandonare Tonna Moderna” voglio proprio rispettarlo. Dovessi anche solo scrivere “non ho nulla da scrivere. stop”.

Proprio oggi con Flo farfugliavo dei “Tenenbaum” e beh. Vanno visti i Tenenbaum. Ma anche le avventure acquatiche di Steve Zissou e il Treno per il Darjeeling. A me Wes Anderson piace. Non follemente eh ma il Dottor Zissou, santo cielo . Moltissimo.

Il primo titolo è Tenenbaum. Il secondo è La Samaritana e il terzo è Time.

 Update: Come sagacemente fa notare Flo non si vede chi ha scritto il post. Premesso che con molta probabilità il template cambierà perchè ho acquistato il pacchetto wordpress e in teoria potremmo (molta teoria eh) fareunpoquellochecipiaceepare, direi che scrivere ad inizio pagina il proprio nome sarebbe una genialata mica da ridere. Ok. Vado a lavorare e la smetto di dire castronerie. Cambio il template e amen.

 

Un 2011 di Tonne Multitasking

In realtà ho sempre creduto fortemente in questo progetto ma per una serie di motivazioni assurde non mi sono dedicata come avrei voluto. Una su tutte:  il 2010, soprattutto l’inizio, è stato a dir poco assurdo e da ricordare solo per pensare che. No. Non potrà esserci un anno peggiore. Ma ciancio alle bande , nettamente migliore di bando alle ciancie ( o no? cielo mi confondo continuamente. devo smetterla), il 2011. Sì. Il 2011 sarà l’anno decisivo delle Tonne Multitasking. Ho pochi dubbi sul fatto di aver incontrato le Donne più strepitose che la rete offra. Potrei tenermele tutte per me e difatti. Ma è giusto anche divulgare meraviglie. E quindi: divulgatevi*salendo sul microonde con il mattarello in mano (Manco a dirlo preparo roba per stasera con mia mamma. Che ha appena detto ” Daccisottoconilpepefanciulla!” . Ho paura)

Per quanto mi riguarda, passati questi ultimi giorni di festa, mi dedicherò al nostro spazio. Avremo una veste sicuramente più glamour, un logo. E poi con calma conquisteremo il mondo.

Buon Anno Tonne! Vi voglio bene. Ma tanto.

 

Iperattivismo a me!

Troppo silenzio, convengo con Fra. Non certo per mancanza di voglia ma tempo. Non possedendo il giratempo di Silente,  nonostante sulla vendita online dei gadget di Harry Potter ci sia ed anche a buon prezzo, lo troverò ugualmente. Mentre inforno i brownies e guardo Suspiria in versione restaurata, mentre fotografo Rabbids e  il sugo brucia sul fornello o la ciambella infine riesce senza buco, ovviamente. Questo luogo nato per condividere  le insicurezze, i blablabla, raptus femminili, gli impegni e tutte le frenetiche ventiquattro ore di noi tonne moderne è stato messo da parte con delle bieche scuse del tipo  “ora lo faccio. ma prima”, “voglio farlo ma”, “quanta voglia di ma” e tutta una sfilza imbarazzata non degna di essere elencata, ecco. Mi cospargerei pure il capo di cenere se non avessi fatto la shampoo e non avessi perso già il trenta per cento della mia già poca folta chioma. E la rassicurazione ” è il periodo , tranquillla!” a me francamente fa innervosire a tal punto che la caduta aumenta inesorabilmente (paranoia numero 12318328 di ottobre).

E allora sono qui che ticchetto velocemente senza un perchè, un argomento, un nulladinulla. Verrebbe quasi da dire “come sempre” ma essendo intriso già di ovvietà questo pseudopost verrà omesso. I preparativi per la notte di Halloween, argomento della settimana suvvia, mi hanno asssorbito completamente. Mi sono messa pure in testa stamattina (oltre al bioscalin)  di tirar fuori la macchina da cucire e confezionare un abitino semplicissimo. Un abitino viola, una scopa, ballerine rosse e un fiocco in testa. Potrebbe pure partire il televoto se non fosse tanto semplice da vergognarsene. Ma sì facciamolo: Da cosa si vestirà una che per nick ha maghettastreghetta?

Ho intenzione di cucire e sistemare il template di Tonna Moderna. Trascrivere le vostre mini autobiografie e portare a termine tutto quello che mi ero ripromesssa. Sacrificare il week end se necessario *urlò salendo sul comodino con il suo mantello da eroina bucato*  Dovessi attaccarmi alla sedia con tutta la colla vinilica che ho in casa.

Cacchio, devo comprare anche la colla vinilica. Non si finisce mai.

Nel frattempo non per un mero giro di link ma semplice segnalazione/condivisione: qui nella sezione di Halloween ci sono delle idee culinarie. Se qualcuna di voi avesse voglia di convidivere le proprie o  partorirne con me sarebbe la benvenuta. Oltre che costretta a spupazzamenti bacettosi, chiaro.

 

 

Saldi e Nani. Mica stiamo qui per niente

Quale donna in periodo di saldi non vorrebbe un’amica fidata consigliera che spietatamente davanti al camerino gridi “togliti questa maglietta indyhippycountryfashionemoconleborchie fucsia. Non fa per te”, salvo scoprire che poi all’aperitivo glamour a bordo piscina l’ha saggiamente accoppiata a dei capri leggeri di lycra verde pistacchio ?!

Le donne non sono solidali in periodo di saldi. Legami indissolubili possono aver vita breve davanti a un vestitino marinaretto da accoppiare con le ballerine ridicolmente adornate da ancore, mentre si brama di fuggire a bordo di un’imbarcazione con un aitante capitano simil Nick di Beautiful per poi ritrovarsi con un nippotorinese in pantaloncini e occhialetto intellettuale, ma vabbè.

Per questo motivo ho sondato un po’ il terreno tra le mie innumerevoli conoscenze per decretare chi meritasse l’ambita onorificenza  “amico fidato consigliere dello shopping in periodo di saldi”.

Detto fatto. Il nano da giardino. Oltre ad avere un senso estetico spiccato grazie all’interesse per le fashion blogger che segue con dedizione e passione, è instancabile rovistatore tra i cesti “tuttoacinqueeuromaancheatre” dove lo si può riporre con comodità fin giù. Dove non arriva nessuno. E dove è risaputo ci siano  i migliori pezzi proprio come da mediaworld con i dvd. Con affetto ricordo ancora “Valentino Rosso Sangue”, pellicola romantica sanguinolenta da regalare chessò il 14 Febbraio alla persona amata. Con chiari segnali allusivi.

Insomma grandi scoperte da condividere cercando di sfatare il mito sulla poca solidarietà femminile. Le Tonne Moderne Multitasking la possiedono. Abbondantemente

(ora lo so che è estate. ora lo so che poi sono la prima a non arrivare mai. ora lo so che meriterei di non trovare quella gonna in saldo questo pomeriggio. ora losochebasta. Ma quando avete tempo e voglia mi spedite le miniautobiografie così che a settembre siamo organizzatissime, a dir poco? giulia@maghettastreghetta.it che pare finalmente funzioni. Maledetto aruba)

Outing e Consigli per gli acquisti

(domandone: facciamo una Tonna in pixel che diventi icona di tonna Moderna? Dove “facciamo” sta per “faccio” ma se “facciamoinsieme” sarebbe più bello. Ci siamo capite lo so. Al momento ha il volto coperto e dentro la borsa ma. Ma .)

Una mensola e sopra: la Bagonghi di Roberta di Camerino, la Lady Dior, la 2.55 , la Baguette di Fendi, La Birkin e la Kelly, lo zainetto nylon di Prada, la Saddle Bag e una a caso tra le innumerevoli di Vuitton. Facciamo la denim?
Si può morire di crepacuore, suppongo.
Perchè per quanto gli uomini si ostinino a non capire quella che è la nostra casa portatile poco importa. Del resto siamo qui proprio per fregarcene dell’universo maschile. Al massimo parlar male di loro, come è giusto che sia.
Casa portatile che merita rispetto e venerazione.
Un appartamentino è sì bellissimo ma una villa con piscina e maggiordomo aitante che serve succo d’ananas  ancora di più. Così per cominciare con un po’ di qualunquismo sull’universo femminile. Ne avevo proprio voglia.
Estasiata dal “tappeto” di Mary Poppins perchè “è fatta con un tappeto la mia borsa” vedevo tirar fuori ( o uscire come piace tanto dire a noi tonne del sud) : attaccapanni per attaccare il cappello, specchiera gigante, pianta, lampada alta due metri, scarpe, vestiti, metro.
Un mondo dentro. Un’organizzazione e una cura che la rendono nonostante siano passati un tot di decenni:  la prima vera donna indipendente.
L’ho letto in un libriccino picciuino picciuò e me ne sono talmente convinta che fa parte dei “punti fermi della vita di Gi”. Gli stessi che tramanderò a quel povero sventurato di mio figlio. Sperando che non lo costringa incosciamente ad indossare il borsellino maschile; roba che potrebbe mandarmi ai pazzi.  Perchè il borsellino maschile sta a collant color carne gambaletto venti denari . Bucato e con zoccolo tanto alla moda questa primavera.
Una donna indipendente che non ha bisogno di un uomo al contrario di Bridget Jones ma al massimo balla un po’ con lo spazzacamino e ha tutto quello che le serve  nel suo tappeto arrotolato a mo’ di borsa.
Una donna che insegna proprio quello in cui credo:
“non giudicare le cose dal loro aspetto. nemmeno di una valigia. io non lo faccio mai “, diceva la mia Mary.
Bene.
Difatti non ho mai giudicato una borsa per la marca bensì per la struttura, la consistenza e il design.
Chiaro che poi se hai tra le mani una Lady Dior sì certo puoi sorridere allo zainetto Carpisa ma.
E quel ma è un punto lampeggiante sulla testa di noi tutte.
Ci sono diverse tipologie di approccio nei confronti di questa indiscussa regina dell’universo femminile e lunga vita a Tonna Moderna avremo tutto il tempo per analizzarle, voglio infatti autoeleggermi (e raccogliere tutti i pomodori che saggiamente mi arriveranno) come la borsifera del gruppo.
Essendone discretamente (ok eufemismo) malata e possedendone quantità talmente vergognose che potrebbero far impallidire una schizofrenica pazza Posh (non è vero uffa ma in preda a un delirio onnipotenza volevo. bene la smetto)
Che ho sempre detestato più per la quantità di borse che possiede piuttosto che per come canta. Ed è tutto dire.
Io appartengo un po’ a tutte le categorie.
Sono umorale e quindi posso pure vestirmi nello stesso modo per due settimane ma la borsa cambia a secondo dello stato d’animo. Sono anche strutturata però: sono accuratamente organizzate e messe dentro gli appositi portaborse per non prendere polvere e non lascio mai il contenuto dentro. Quando rientro in casa infatti , svuoto nell’apposito cassetto- ripongo borsa in custodia così che quando l’indomani dovrò sceglierne un’altra basterà aprire il cassetto. inserire. ripetere operazione al ritorno.e  amen.
Sono chiaramente una bag victim perchè se riesco a superare la settimana senza l’acquisto di una borsa è una di quelle vittorie che vanno  festeggiate da amici e parenti.
Il mio totale disinteresse nei confronti delle scarpe, dei gioielli, dei vestiti fa sì che io abbia concentrato anima e corpo, e portafogli soprattutto, su quello che reputo senza ombra di dubbio :
un problema.
un gravissimo problema. Ma non voglio uscirne. Anzi.
Non me ne preoccupo e  al contrario sono qui per parlare di questo splendidume.
Di quella che sembra essere finalmente la rivoluzione per un settore in larga espansione.
Una bellissima fashion bag per chi ama portare la reflex sempre con sè.
Grazie ai consigli preziosi di colei che io venero e amo come una Santa da ormai dieci anni (Sara Lando) ho acquistato online

 

Optando per questo colore dopo varie titubanze (due secondi ok)  perchè nonostante ami il rosso preferivo qualcosa di meno appariscente (va bene ho paura che legga il nippotorinese. Ma ho intenzione di prenderla anche rossa)
E quell’azzurrino ( e detesto l’azzurrino, cribbio) mi ha meno infastidito di quel pensassi.

Giocando d’astuzia ho pensato che inaugurare la Categoria Consigli per gli acquisti fosse quanto meno sagace. Perchè i nostri uomini o pseudotali (parlo del nippotorinese, sì) leggeranno ergo potrebbero prendere spunti per eventuali regalini. Rettifco perchè ci sto troppo girando intorno: Naturalmente lo faccio per voi (perchè Sick non mi fa regali e non mi legge*risate registrate, grazie regia).

A dimostrazione del fatto che quelle terribili borse maschili portamacchinafotografica sono intollerabili. E arrivi a tollerare pure l’azzurrino pur di non girare per il week end offendendoti. Perchè di offesa si tratta indossare quel materiale bucherellato traforato. No basta devo smetterla. Non posso neanche accennare due parole che sento già l’orticaria.

( il sito è qui )

Che sì è vero pure essere di un’inutilità imbarazzante  questa borsa.
Ma che siamo tonne e nonostante oltre alle gambe ci sia di più (Credo proprio che ci siano le calze a rete) necessitiamo di inutilità imbarazzanti.
Quasi a voler dimostrare che:
non essendolo noi Tonne di inutilità imbarazzanti ne abbiamo bisogno.
essendolo, di un’inutilità imbarazzante,  gli uomini razionalizzano incosciamente  di  non averne bisogno.

Visto che è il mio primo post ci tenevo tantissimo a dire due cosine. Ma ine ine.
Grazie ve l’ho già detto; perchè tutto questo è stato possibile grazie a voi. Vorrei comunque salutare mia mamma, mia nonna, mia cugina che sta per partorire e dire che sì voglio la pace nel mondo e il particuliere di Chanel è davvero uno smalto fighissimo e dovete comprarlo vi prego.

Ma l’unica cosa seria è che: sì.
Siete splendide.

Ed io vergognosamente fortunata. Buon avventura Tonne!

Comunicazione di servizio: Non dimenticate di mettere le Tag ai post *disse baciandole e travestendosi da maestrina antipatica (per poi darsi una sberla da sola)

Seconda comunicazione di servizio: Lo so sono insopportabile ma vi ricordate le mini autobiografie vero?*sbattendo le ciglia e ricevendo pernacchie