Archivio dell'autore: ceyotto

Siamo così dolcemente disordinate…

Sottotitolo: l’impervia convivenza tra una fanciulla disordinata e un fidanzato nevroticamente ordinato.

Sono disordinata. Sono disordinata e non ho paura di ammetterlo come confesso a voce alta che odio con tutta me stessa il signore degli anelli, harry potter  e le gomme da masticare anche se la gente mi considera un’aliena per questo.

Sono disordinata. Che poi non è neanche così vero. No non voglio venirvi a dire che sono diversamente ordinata anche se dovrebbe fare un sacco ridere quanto che sono moderatamente disordinata.

Non lascio i piatti sporchi nel lavello, e manco i piatti puliti in realtà, odio il letto sfatto, la sera prima di andare a dormire cerco di lasciare in condizioni civili i vestiti. Non dico che li piego sempre però alla peggio li appendo sul cosetto della foppapedretti. I miei libri sono in ordine, le riviste altrettanto. Le cose da cucina cercano di uccidermi nel cassettone e le teglie da forno ogni tanto minacciano ribellioni e il mio mobiletto del bagno ogni volta che lo apro sputa fuori un numero indefinito di elastici, forcine e paccottiglia.

Sono disordinata. Ed è un problema quando mi arrivano ospiti all’ultimo, è un problema la domenica sera quando gironzolo per le stanze e sbuffo peggio di un cammello nel deserto. Però è un grande, grandissimo problema quando decido di andare a convivere con un ragazzo che nell’ordine:

Piega le calze in tre. Nell’intimità non lancia i vestiti in preda all’eccitazione, ci sentiremmo così giovani e passionali se lo facessimo, ma li piega accuratamente.  Le ciabattine, senza le quali non si muove, sono sempre vicino al gabinetto quando esce per il lavoro e accanto al letto quando va a dormire. Non mette in ordine però ha sviluppato la sindrome dell’analista funzionale quindi vede il divano pieno di paccottiglia e non alza un dito ma “Non pensi che dovresti mettere un po’ a posto?” oppure “Brava hai sistemato l’armadio, ora dacci dentro con la libreria!”. Gironzola per le stanze con una pezzetta gialla per cancellare le mie impronte e quando mi avvicino al divano dopo aver cucinato urla “No! Non si può lavare!”.

E’ un incubo. Un inferno.  L’altro giorno non ci siamo parlati per tre ore perchè avevo lavato il lavandino, scusate il gioco di parole, ma non in maniera adeguata e non voleva crederci. “Non puoi averlo lavato” “L’ho lavato!” “Ma come l’hai lavato? Adesso lo stai lavando bene” “L’ho lavato allo stesso modo prima”.  Follia pura.

Così al momento ho due opzioni: la prima convertirmi all’ordine. Mi sembra raccapricciante. Immagino un armadio perfetto in cui trovo tutto. Raccapricciante. Vuoi mettere il piacere di ritrovare una maglietta dopo un anno? L’altra: l’omicidio del consorte. Sarebbe sbagliato. Lo amo tanto, è speciale. E’ un ragazzo stupendo. Non potrei mai.

Non ho scelta, la strada è una sola.

Se vi chiedono io oggi ero con voi, chiaro?

Annunci