Have been shopping online so much that I know my credit card numbers by heart

Non so voi, ma io sono praticamente drogata di acquisti online. 
La prima cosa che ho imparato quando mi sono seduta davanti a un pc per la 
prima volta è stato aprirmi un account email e biddare su un'asta virtuale. 
Dire "io e la mia carta di credito siamo una cosa sola" mi sembra una frase un 
po' forte, ma la verità è ormai sono diventata un'esperta in materia, l'amica 
a cui chiedere "ma le taglia di Victoria Secret's come vestono? ma Asos 
spedisce in fretta?" 
Nel periodo dei saldi la cosa diventa abbastanza imbarazzante per la mia 
casella email: messaggi e messaggi supplichevoli a cui non posso non prestare 
orecchio, frasi tentatrici tipo "Fuori tutto! Approfittane! Spese gratis! 
Ultimo giorno!" A parte Ebay, che rimarrà sempre e comunque il sito al quale 
corro ogni volta che mi viene in mente la frase "questo oggetto è indispensabile, 
non potrò mai vivere senza di lui, mai più senza!!", ormai le mie amiche si 
divertono a segnalarmi siti di shopping online italiani e stranieri, 
ben sapendo, le maligne, di mettermi in difficoltà e di causarmi l'aumento 
della salivazione alla cane di Pavlov. 
Avete presente la musichetta del vecchio spot della (defunta) Postalmarket? 
"E ogni pacco che mi arriva è una festa!" Ecco. Vuoi mettere la bella sensazione 
di ricevere pacchetti e pacchettini, scartarli con ansia, e quel senso di sorpresa 
pari al bimbo che aspetta Babbo Natale davanti al camino? Ok basta, avete capito. 

L'ultima scoperta del periodo è il sito della Dorothy Perkins e della sua 
sezione Sales, che una mia amica aveva già provveduto a ripulire per bene nei 
giorni precedenti. 
Questo il bottino della mia ricerca.
Ultimamente sono in fissa per le tuniche e i vestitini da mettere con 
jeans e leggins, 
in pratica non metto altro. E i miei colori preferiti, sempre quelli: 
nero, viola, turchese, rosa. 
Se considerate il fatto che i prezzi andavano dalle 5 alle 15 sterline 
l'uno e che le spese postali erano scontate, direi che non potevo 
assolutamente esimermi.

E adesso vado a cercare di dimenticare il fatto che due giorni prima ho fatto 
anche due acquisti da ELF e da Bonprix. 

P.S. Mi dicono dalla regia che ci sono i saldi anche da ASOS, recentemente 
anche in versione italiana. La fine è vicina.
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Proviamoci

Sulla scia di Vale e sollevata dal consisderevole calo delle temperature, apporto veloce il mio contributo. Le ferie sono finite, l’estate sta cedendo lenta il passo al sonnecchioso autunno e la mia testa brulica di pensieri, progetti, cambiamenti. tanto che mi piacerebbe avere il pensatoio di Silente e vi dirò, Tonne care, che sono emozionata. Se tutto va come deve andare ne avrò di cose da scrivere quest’inverno. Beh nel frattempo passiamo alle cose di vitale importanza: qual’è il colore di moda quest’anno? Il tranch lo posso mettere con gli stivali alti? E deve arrivare sotto al sedere o al ginocchio?  E per l’inverno: Piumino corto? Lungo?  Mi dovete tenere aggiornata perchè sono l’AntiModa per eccellenza e sono curiosa di vedere se riuscirò a farmi corrompere o convincere a passare al lato oscruo degli acquisti.

Rimanendo in tema, in questi ultimi due mesi sto cercando di reperire più informaizioni possibili per trovare prodotti biologici, ecologici e sopratutto Cruelty Free. E’ una giungla e il più delle volte mi verrebbe voglia di mollare tutto e adeguarmi al brutale e per nulla consapevole consumismo. Perchè con più leggo con più avrei voluto non leggere affatto. Percui vi chiedo: voi avete questo tipo di attenzione? Cosa ne pensate del “consumo critico”?

E’ Autunno. Sveglia tonne!!!

Perchè come è noto l’autunno è la stagione più bella.

Ci son le castagne, il che non è trascurabile. Si può ricominciare a bere vino rosso. Posso tirar fuori i miei 45 paia di ballerine.

E il trench? Parliamone. Possiamo mettere il trench. E se piove i miei stivali da pioggia tigrati (delicatissimi).

E posso abbracciarvi tutte, senza sudare.

E’ autunno, sveglia tonne moderne!!!!!! 😀

 

E’ primaveraaaaaaaaaaa…si risvegliano le tastiere….

Lo so che ultimamente non sono stata una che scrive molto.

Flickr è fermo, questo blog è fermo, il mio blog personale è fermo, facebook è fermo (cioè commento molto sul gruppo ma scrivo poco nel mio), twitter è fermo. Sembra che sia stata colpita da un mutismo sociale non indifferente e continuativo da mesi.

Ma diamine voglio cambiare! Incominciare di nuovo a scrivere, fotografare, raccontare, descrivere, infervorarmi con voi. La primavera è arrivata anche se ora qua a Parma piove…però sono arrivate anche giornatine di sole che fa tanto venir voglia di fare qualcosa.
Ho già in mente qualche ricetta che penso di mettere qui come sul mio blog e un inizio di review di cosmetica (scrivo un pezzo per un giveaway su un blog che magari riutilizzo mettendolo qui) e magari si può vedere di fare una cosa tutte assieme appassionatamente, no?

Prendi una cosa verde. Poi una cosa bianca. Poi una cosa rossa. Non necessariamente in quest’ordine

Scritto da Giulia

Si lo so. C’è davvero pochissimo da festeggiare. I centocinquanta anni dell’Unità di Italia arrivano in un momento che definire critico è come  accusare Simona Ventura di aver avuto lievi approcci con il botulino. Inspiegabilmente però in questi giorni, quasi a voler dimenticare l’imbarazzante sensazione di  appartenere ad una nazione non degna del suo passato, metto in fila roba verde, bianca e rossa. Esasperando un patriottismo inesistente per quanto mi riguarda e che non potrebbe certamente nascere in questo suddetto momento.

Mi fa ben sperare però questo moto  immotivato di mettere in linea i colori della mia nazione ( a mia nazione ho avuto un giramento di testa, lo ammetto). Oggi è stata la volta della zucchina, del finocchio e del peperone. Ieri fragole, kiwi e pera. Confetti a forma di cuore verdi-rossi-bianchi l’altro ieri , penne e libri, l’altroaltroieri. Sto facendo una mini raccolta fotografica. Fotografie semplici, fatte con il telefonino. Niente di pretestuoso insomma.

Volevo chiedervi, qualora aveste tempo e voglia, di unirvi a me. Per raccogliere qualsivoglia oggetto in linea. Verde. Bianco. Rosso.

Per poi pubblicarlo il 17 Marzo. Un progetto comune. Un’iniziativa.

Una manifestazione virtuale silenziosa, creativa e di aggregazione.

Qualora vi andasse basterà inviare le foto in email (entro la sera del 15 Marzo) così che io possa poi premurarmi di uplodarle qui (maghetta_streghetta@yahoo.it oppure giulia@maghettastreghetta.it )

Dita Von Teese è una Cinefila, sì

Ieri sera su Sky canale 109 una strepitosa intervista a Dita Von Teese. E alla voce   “strepitosa” c’è chiaramente dell’ironia. Tralasciamo il fatto, perchè non è minimamente interessante,  che non rispecchia assolutamente il mio ideale di bellezza femminile e che la trovo carismatica quanto una polpetta al sugo ma la domanda è un’altra. E qualcuno deve davvero darmi una risposta perchè trascorro le mie notti nell’incertezza: perchè  stanno sponsorizzando questo Burlesque in maniera così spinta?

 

Cosa si cela dietro questa voglia di Burlesque? Fermo restando che si scenda in piazza per dimostrare che no. Non mercifichiamo il nostro corpo travestendoci da infermiere per ottenere posti di lavoro. Il fatto è che la tipa con il cerone bianco in faccia e tonnellate di eyeliner ha asserito con imbarazzante flemma  “il mio ultimo spettacolo si ispira al cinema orientale. Ho visto film cinesi della durata di cinque ore per progettare a teatro questa danza”. Nulla da dire, per carità. Sguazzare in una coppa di champagne nuda non significa essere una mentecatta che apprezza Vacanze di Natale in Egitto. Non vorrei cadere nel vortice del qualunquismo (anche se).  Mi attanaglia altro però.

Contando che lo spettacolo è durato la bellezza di venti minuti e nell’ordine:

1) si è dimenata su un palchetto rosso con dei dragoni disegnati

2) lisciava dei copricapezzoli a forma di cappellino cinese  ruotando il bacino

3) in preda ad un attacco di fuoco di sant’Antonio ruotava  le cosciotte facendo step. Su e giù e guardando in camera vogliosa.

perchè ha dovuto sprecare cinque ore vedendo un film cinese anni trenta per ispirarsi quando bastava  invece un soft porno a basso costo?

Riflessioni profonde. C’è del sarcasmo.

Scritto da Giulia

la borsa grande, senza dubbio. Vuoi mettere quel rettangolino piccolo? Diventi campionessa di tetris, certo. E sono soddisfazioni. Quindici punti se riesci a infilare il rossetto tra il portachiavi e la cipria. Venti punti se il pacchetto di caramelle riesce a stare in equilibrio tra l’ipod e il cellulare. Venticinque se riesce a non aprirsi per spiaccicarsi poi tra le pareti. Magari in vellutino. Formando quelle palline sporche zuccherose che poi si riescono a staccare solo inumidisci un po’ le dita. No.

Sono per la borsa grande. Vuoi mettere quel rettangolone enorme? Diventi campionessa di marypoppinsite. Che non è un gioco ma mica sono riuscita  a capire l’antagonista del tetris, io. Tiri fuori l’agenda, il kindle o l’ipad, netbook o tablet pc, reflex o digitale, l’infante stesso che dorme tra il portafogli e il portamonete e i suoi giochi. Che possono essere galeone lego 2.343 pezzi o orso polare peluche della trudi del peso specifico di due chili e forse più. Il cappello di lui perchè ha caldo. “Mi tieni le chiavi perfavore?”  “Mi tieni il porta occhiali? “ “Mi tieni questa piccola busta. Ho comprato solo due pacchi di cd” ” Mi tieni..”

Pure il cane. Magari accoccolato insieme all’infante perchè tanto c’è spazio. Chi se ne importa.

Sono per la borsa grande, io. Ma la deve portare qualcun altro. Perchè la spalla mi fa male. E non ho ancora un infante e un cane.

Sa sa… Saldi? No. Sa sa… Prova

Scritto da: quellascema di Giulia@MaghettaStreghetta

 

Quindi io prendo una foto da qui. Poi scrivo così. Premo questo. Poi quello. Ah poi posso aggiungere di lì. No aspetta: quindi se sono in giro posso fotografare quella con la maglia tigrata e la pelliccia viola e uplodarla senza riflettere se eticamente è corretto o no? Quindi fammi capire : la mia vita con questa applicazione wordpress per iPhone mi rende reporter in giro per il mondo? Sono le sei del mattino. Alle undici diventeró come minimo austronauta .

Tipi da Iper!

by Hendrixandme

Stare in coda è, per la maggior parte delle persone, qualcosa di assimilabile alla fustigazione. Per me no. Io adoro stare in coda, specialmente ai supermercati.

Sono una professionista della deduzione delle vite altrui in base a quello che si compra al supermercato. I carrelli che più mi inquietano sono quelli pieni dello stesso prodotto.  Una volta ho provato a redimere una che aveva il carrello pieno di birre perchè credevo che se le sarebbe bevute tutte. Mentre aspettavamo il nostro turno la immaginavo a casa, sul suo divano sdrucito color anonimo, a fare la piramide di lattine vuote mentre, rigorosamente in pigiama, provava a masticarsi le unghie dei piedi. Stavo male perchè per me, lei ed il suo carrello, erano l’emblema della solitudine e del non futuro. Cominciai a parlarle del più e del meno del tipo :”Certo che di martedì…questa folla….chi se l’aspettava” ma senza nemmeno darle il tempo di rispondere alla mia banalità numero 1523 della giornata entrai con un “però bere tutte ste birre?? Non le farà male?” (e qui ci tengo a precisare che anni di studio per diventare psicologa non sono serviti assolutamente a nulla). Credo che lei non abbia mai riso tanto in tutta la sua vita. Ho visto che si abbatteva sul carrello cme se fosse stata appena sparata dal cecchino nascosto dietro al banco pesce. Chissà come riuscì a capire subito che non era pazza ma che avevo solo fatto la miliardesima figura da cretina della giornata. Riprese fiato e riuscì a spiegarmi che le birre erano per una festa, che lei era astemia e che erano in offerta (per fortuna non sottolineò che io ero un’idiota). Da quel giorno capì che, vista la mia deviazione per farmi i cacchi altrui desumendo vite tremende dallo studio del carrello supermercatesco, sarebbe stato meglio leggere i volantini delle offerte prima di avviarmi alle casse. Sono, negli anni, diventata un’osservatrice con approccio scentifico del carrello altrui e, con questo post, si apre ufficialmente, la rubrica “Tipi da Iper” dove, essendo voi dedite all’autolesione oculare per la lettura di queste idiozie, potrete trovare, di volta in volta, una descrizione dettagliata creata dalla mia mente dotata di lenti distorsive della natura umana (come dire…l’immaginazione non ha confini e la mia anche pochissima dignità).

I due soggetti allo studio oggi sono i BS.

Bello Sfacciato

Sotto la quarantina, alto, spavaldo, capelli anche un pò brizzolati ma che su di lui possono, bello come il sole (di solito le file le scelgo anche in base a chi le frequenta e l’adone è un plus nella scelta). Compra schiuma da barba, affettati magri, gli smoothies, le ricariche delle lamette (perchè lui si fa la barba tutti i giorni ed è rude e ha gli ormoni che ballano il limbo 24 ore al giorno), i petti di pollo, le uova confezione 500 unità, compra l’ananas (sicuramente una donna a cena), il Fabuloso alla lavanda (vivesolo perchè si compra i detersivi ma ha una mamma ingombrante che gli suggerisce il detersivo giusto…un uomo single normale e senza mammaingombrante compra il Lysoform classico, quello single senza mamma ingombrante e con un disturbo ossessivo compulsivo non curato compra il Lysoform Grezzo), compra latte magro ad alta digeribilità (perchè altrimenti la tartaruga che ha sull’addome si cappotta e diventa la gobba della schiena di un bradipo), compra noodles cinesi (si..si…ha una donna a cena altrimenti si sarebbe nutrito con il solito bibitone proteico no cottura a base di albumi, alternativa 1 riso e tonno, alternativa 2 Chappy se carne – Sheeba se pesce). La cosa che contraddistingue il Bello e Sfacciato è che nel suo carrello, sul sediolino aperto per i bimbi (che ovviamente si è guardato bene dal seminare in giro) dove, normalmente, se non si hanno Hendrix vari ci si mette le uova per non farle rompere, lui, mette i preservativi. Perchè tutti, e dico tutti (pure la vecchietta di tre file a sinistra) sappiano che lui è uno che “tromba”, che dopo l’ananas ha altre belle sorprese per l’invitata a cena ed è la prima cosa che porge a mano (come un biglietto da visita)alla cassiera dopo la tessera punti. La cassiera, ovviamente, sarà la prossima a mangiare ananas e noodles cinesi a casa del Bello e Sfacciato!

Bruco Smidollato

Sebbene le iniziali BS possano farlo accomunare, erroneamente, al soggetto sopracitato, il Bruco Smidollato può essere accomunato al Bello e Sfacciato solo per il genere sessuale (gli si darebbe dell’ibrido ma purtroppo è uomo anche lu)i. Sotto i 40, panza, stempiatura, forfora (anche sugli occhiali ovviamente), giubbino anonimo che copre un fisico assimilabile a quello di un palmipede pronto per il foie gras, pantalone di velluto a coste dal colore “anziano che va nel beige con venature giallo ocra nei punti meno consumati dall’usura e dalla tristezza”, scarpa inguardabile ma comoda (non può essere altrimenti perchè non ci sono motivi al mondo per mettere un paio di scarpe così). Alito al gusto fogna di calcutta periodo estivo (caldo intenso). Compra burro, latte intero e cereali al cioccolato (anche lui mamma ingombrante che non ha saputo spiegargli in circa 40 anni che i cereali vanno bene ma non marinati nello strutto e illusoriamente venduti al gusto di cacao), cordon bleu, Friol, deodorante per ambienti (ovvio che quelle scarpe devono essere molto comode e molto aromatiche), panna chef e penne rigate. Compra sorbetto pronto, di detrsivi nemmeno l’ombra (figuriamoci se pulisce casa). Compra tovaglioli di carta con cuoricini (ecco…anche lui ha  una a cena che mangera pasta con la panna, cordon bleu e sorbetto pronto e che sarà lusingata dal cuoricino sul tovagliolo). Compra Panni Pronto per spolverare all’ultimo momento, carta igienica, un giornale di computer, uno di moto, qualche birra…ma!!! dove sono? Possibile che esista al mondo una donna che stasera cenerà con lui ed accetterà il rischio di riprodurlo?? No! Ci devono essere. Ecco, un pacco arancione e marrone…ah no! Sono i pocket coffee. I Mars, la cassa d’acqua minerale, il Lancers (porella…). Ma dove sonoooooo???? Eccoli! Li ho trovati!! Semi occultati tra la busta di spinaci filanti 4saltiinpadella e la scatola di pesche sciroppate. Verranno passati alla cassa con l’imbranataggine di un ippopotamo che balla il can can da Tiffany (terzo piano, reparto porcellane).E, comunque, tiriamo tutte un doveroso sospiro di sollievo; anche per questa sera il Bruco Smidollato si dirigerà a grandi passi verso l’estinsione. Alleluja!

Cubi di Rubik e Navigatori per Orientare il Mento verso la democrazia. E titoli a caso, sì

Prometto di smetterla con le prove templetesche (termine tecnico). In realtà mi innervosisco con i codici tra un disegno e l’altro. Così giusto per tenermi in allenamento. A me piace proprio innervosirmi. Mi rilassa e non è mica un controsenso. Trattenere tutto e poi esplodere. Implodo pure eh. Quasi lo preferisco ma esplodere mamma mia è più coreografico. Quelle scintille accecanti che atteriscono i passanti. Ammesso che in casa ci siano dei passanti. Non esplodo mai in pubblico questo è chiaro. E quindi devo prima inventarmi dei passanti e poi.

Insomma è una mattina difficile anche questa. Sono gli stessi giorni che ho immaginato sognando tutta la vita. Mi si dicono cose che mai avrei creduto di meritare e nascono progetti che se prima albergavano in qualche stanza nascosta del mio albergo neuronale adesso sono proprio alla reception. Mi chiama la portineria dicendo ” Iaia, il tuo sogno numero dodici è qui. Vuole salire? cosa dico? “

Una cosa l’ho imparata. Non dico che scendo io. Che ci vediamo dove si serve la colazione. Che forse è meglio vedersi un altro giorno. Dico risoluta “ok . Fallo salire”.

E’ uno sforzo sovrumano aprire la porta e mostrarmi come sono. A volte appena sveglia con la voglia di sparire e a volte saltellante con la voglia di uscire e abbracciare il mondo in una comunione schizofrenica.

E’ democratico questo template ammesso che io sappia esattamente cosa democratico sia;  non capendo bene neanche se la sinistra è esattamente sinistra e viceversa. Quando ero davvero piccolissima Laura mi ha detto ” devi ricordarti la mano con la quale disegni. Quella è la destra”. La mia risposta ” ma io disegno sia con la destra che con la sinistra” era già preludio di confusione direzionale? E soprattutto dove si compra un navigatore capace di darti un orientamento che non sia necessariamente un affarino che orienta il tuo mento.

Mi è stato recentemente detto che leggermi è fare un giro sulle montagne russe. Che scoppia il mal di testa. A volte viene pure da vomitare ma a volte ti ci diverti pure a girare. E’ che io non penso e questo si sa. Il fatto è che mai sono tornata indietro ad una frase. Ticchetto come fosse un vomito. Velocissimamente da far paura e poi smetto. All’improvviso. Il Nippotorinese si spaventa. Perchè lo faccio in maniera spaventosamente concentrata in pochi minuti.

E sono le volte che sono più vera. Come stamattina. Sono passati quatro  minuti e io sono qui solo per dirvi che il template è democratico perchè riesce a mettere più post sulla stessa linea. Non mettendo in risalto nessuna delle tonne perchè nessuna lo è. Che siamo uguali e che non ci sarà mai impegno ma solo voglia. Che è confronto e non gara. Che non ci si deve preoccupare crogiolandosi sull’ ” avrò qualcosa da interessare da dire? “. Perchè anche “oggi faccio la pasta al sugo” è interessante.

E che si ricomincerà esattamente da dove si è finito. Come quello che dovrebbe essere poi l’amicizia. Vera.

Ecco. Per dire che io qui mi sforzerò di essere così. Vera. Senza tornare indietro e cancellare soltanto quando quel verbo intransitivo scapperà. E adesso vado ad uscire i cornetti dal forno 😀

Buona Giornata Tonne.

Comunicazioni interne pubbliche chequisifaunpocomecipareepiace: Se mi date delle piccole Autobiografie alla voce About tolgo quell’orrendo Under Costruction che mi prova fastidi immensi

(l’idea di scegliere l’articolo nella home, cliccare sopra il titolo e vedersi aprire singolarmente il delirio o pseudotale è una cosa che mi provoca ilarità quasi preoccupante. Qualcuna che si esalta con me? mentite perfavore. Il disegno nell’header è un esempio pacioccato in tre nano secondi. Vi piacerebbe l’idea che mettessi tutti gli oggetti che poi rappresentano in toto le tonne multitasking? )

( ma si accenterà nell’header?)

(devo necessariamente mettere foto a caso perchè i post senza immagini sono motivo di esaurimento nervoso. Ahem. Ulteriore esaurimento nervoso, sì)

( ma sapete che forse questo template non mi piace per nulla?)